{"id":1099,"date":"2017-02-26T13:06:24","date_gmt":"2017-02-26T12:06:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/?page_id=1099"},"modified":"2017-03-18T08:24:47","modified_gmt":"2017-03-18T07:24:47","slug":"eso-peluzzi-biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/eso-peluzzi-biografia\/","title":{"rendered":"(Italiano) ESO PELUZZI BIOGRAFIA"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1099\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. 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Nel 1913 con il dipinto Il pastore vinse la medaglia d\u2019oro e una borsa di viaggio, con la quale visit\u00f2 Perugia, Assisi, Siena e Firenze. L\u2019anno seguente con una seconda borsa soggiorn\u00f2 a Venezia. Diplomatosi nel 1915, spos\u00f2 Delfina Pugno, da cui ebbe una figlia, Elsa. Allo scoppio della guerra milit\u00f2 nel 1\u00b0 reggimento artiglieria da montagna; poi, rimasto invalido, fu assegnato all\u2019arsenale di Torino come disegnatore.<br \/> Nel 1919 si stabil\u00ec nel borgo sorto intorno al santuario di Nostra Signora della Misericordia a Savona, dove rimase trent\u2019anni e dove nel 1920 giunse da Vado Ligure Arturo Martini, con il quale strinse una duratura amicizia. Espose per la prima volta nel 1920, partecipando a Torino alla LXXXIX Promotrice (Studio di testa) e alla XXII Mostra della Societ\u00e0 amici dell\u2019arte \u2013 dove il suo Case al sole (ubicazione ignota) fu acquistato dal re Vittorio Emanuele II \u2013 nonch\u00e9 alla LXVI Esposizione della Societ\u00e0 di belle arti di Genova con Le comari al sole e I decaduti, dall\u2019impronta verista. Sulla scorta della lezione di Angelo Morbelli, svilupp\u00f2 presto nuovi soggetti di gusto divisionista e tono austero incentrati sul tema dell\u2019emarginazione, ottenendo alla LXXXI Promotrice di Torino del 1922 il premio Vittorio Avondo con opere ispirate alla vita rurale della provincia savonese. In virt\u00f9 di tali tematiche Emilio Zanzi recensendo su Il momento (Torino, 14 aprile 1922) la Quadriennale di Torino del 1923 inseriva Peluzzi nel \u2018gruppo contadino\u2019 nato attorno a Giuseppe Manzone.<br \/> Tra il 1923 e il 1925 soggiorn\u00f2 spesso a Como, dove partecip\u00f2 all\u2019annuale Esposizione autunnale e conobbe il mecenate Giovanni Balbis. Trascorse l\u2019estate del 1924 ad Assisi dipingendo ascetici interni di chiese che present\u00f2 alla IX Esposizione autunnale di Como nel 1925 e che svilupp\u00f2 in seguito a un viaggio in Olanda, improntando la propria ricerca a un maggiore rigore formale. Sempre nel 1924 tenne una personale alla Bottega di poesia a Milano presentato da Raffaello Giolli che colloc\u00f2 \u00abal centro della polemica tra impressionisti e classicisti\u00bb le opere raccolte da Peluzzi per l\u2019occasione: alcune, come l\u2019Autoritratto (1924, pastello, coll. priv.), di gusto divisionista, altri secessionista (Rosario per i morti, 1921, coll. Opere sociali della Misericordia, Savona), altri ispirati alla pittura francese (Silenzio autunnale, coll. priv.). Carlo Carr\u00e0 lo segnal\u00f2 in un articolo su L\u2019Ambrosiano (8 novembre 1924) e lo introdusse nel gruppo Novecento sostenuto da Margherita Sarfatti, che lo invit\u00f2 nel 1926 alla XV Biennale di Venezia (Paesaggio delle Langhe, Contadina delle Langhe, coll. priv.) e nel 1929 alla II Mostra del Novecento italiano a Milano (disegni dal ciclo Canto dell\u2019Evangelo).<br \/> Risalgono al 1927 i primi lavori ad affresco: i quattro tondi con busti di Evangelisti e l\u2019ovale con il Martirio di s. Bartolomeo nella volta della parrocchiale di Ellera (Albisola Superiore), seguiti nel 1928 dal Coro degli angeli nell\u2019abside della basilica del santuario di Nostra Signora della Misericordia. Nel 1927 fu a Roma alla XCIII Esposizione della Societ\u00e0 amatori e cultori di belle arti con il dipinto Santuario di Savona e nel 1929 alla I Mostra del sindacato laziale fascista degli artisti con opere di soggetto sacro ispirate alla Nativit\u00e0, poi selezionate da Cipriano Efisio Oppo per una mostra a San Paolo del Brasile. Soggiorn\u00f2 quindi a Parigi, dove incontr\u00f2 Raffaele De Grada, Enrico Prampolini, Filippo de Pisis e Tina Mennyey, e ad Albisola (1929-30), dove conobbe Tullio d\u2019Albisola, Virgilio Marchi, Vittorio Orlando Tommasini, detto Farfa, e attraverso lo scultore Nanni Servettaz frequent\u00f2 il gruppo futurista torinese, tanto che nel 1931 fu tra i convitati della taverna Santopalato. Nello stesso anno Fillia (Luigi Colombo) recens\u00ec la sua personale alla galleria Guglielmi di Torino su Il Giornale dell\u2019arte (Milano, 15 marzo 1931), rilevando \u00abl\u2019irrealt\u00e0 fisica\u00bb e un \u00abrespiro d\u2019infinito\u00bb nei suoi paesaggi.<br \/> Se Poveri dell\u2019ospizio di Santuario era stato acquistato da Nemesio Beltrame alla XVI Biennale di Venezia (1928), Stazione (Santuario di Savona), comparso con Maschere di paese (coll. priv.) nell\u2019edizione del 1930, entr\u00f2 alla Galleria d\u2019arte moderna di Torino. Alla I Quadriennale nazionale d\u2019arte di Roma del 1931 il dipinto Mattino fu destinato dal ministero dell\u2019Educazione nazionale alla Galleria nazionale d\u2019arte moderna di Roma e Giorno di sagra fu scelto per una mostra d\u2019arte italiana al Baltimore Museum of art (1931). Un altro, Piazza del Santuario a Savona, inviato a Firenze alla I Mostra internazionale dei sindacati fascisti di belle arti (1933), fu acquisito dalla Galleria d\u2019arte moderna di palazzo Pitti; mentre Inverno a Santuario di Savona, comparso con altri sei paesaggi alla XVIII Biennale veneziana (1932), fu acquistato dalla Galleria nazionale d\u2019arte moderna di Roma e nel 1939 esposto nel padiglione italiano della Fiera mondiale di New York.<br \/> Attraverso la Biennale di Venezia molte sue opere furono esposte all\u2019estero: nel 1933 in Germania (itinerante) e a Buenos Aires; nel 1934 a Varsavia; nel 1935 in Polonia, Romania (itinerante) e alla mostra L\u2019art italien des XIXe et XXe si\u00e8cles a Parigi (La devota o Vieille femme, coll. priv.). Nuovamente presente alla Quadriennale di Roma (1935), espose Ritratto di mio zio notaio, la grande tela Mattino di pesca (Finale Ligure, Palazzo comunale) e Il nano delle Langhe, che gli valse il premio acquisto della Confederazione professionisti e artisti (1935). Datano agli stessi anni l\u2019affresco sull\u2019esterno della torre del Brandale a Savona con l\u2019Apparizione della Mater Misericordiae al Beato Antonio Botta (perduto) e l\u2019incarico dal Comune di Savona di riordinare insieme a Orlando Grosso e a Mario Gambetta la Pinacoteca di palazzo Pozzobonello, dove Peluzzi dirigeva i corsi di pittura della scuola locale dall\u2019inizio del decennio e dove ebbe lo studio sino al 1942.<br \/> Numerosi furono i ritratti esposti dalla met\u00e0 del decennio: Zia Teresa (Savona, Pinacoteca), inviato alla XX Biennale veneziana del 1936; Ritratto, presentato alla II Mostra del Sindacato nazionale fascista di belle arti a Napoli (1937) e Ritratto di prete (1937) alla III Quadriennale romana del 1939. Improntate a un solido realismo sociale di matrice ottocentesca e caratterizzate da una notevole capacit\u00e0 d\u2019introspezione psicologica, queste opere gli assicurarono il III premio al concorso premio San Remo per il ritratto (Vittorio Sapetti, imbalsamatore, Savona, Pinacoteca).<br \/> Gi\u00e0 autore degli affreschi Il Seminatore e la Minestra dei poveri nel salone della sede della Cassa di risparmio di Savona (staccati, Fondazione A. De Mari, Savona), nel 1936-38 port\u00f2 a termine con Gambetta nel palazzo comunale della stessa citt\u00e0 un ciclo sulla storia del nuovo capoluogo di provincia. Datano agli stessi anni le personali organizzate al palazzo delle poste di Savona con la presentazione di Servettaz (1936) e alla galleria Genova a Genova con l\u2019introduzione di Attilio Podest\u00e0 (1937), che sottoline\u00f2 lo schiudersi della sua pittura a un lirismo tonale.<br \/> Nel 1938 fu nominato accademico di merito dell\u2019Accademia ligustica e un successo di vendite registr\u00f2 per lui la XXI Biennale di Venezia: Sulle rive della Bormida (Belgrado, Museo Principe Paolo), Bambini in classe (Torino, Galleria d\u2019arte moderna), A Denice D\u2019Acqui (Genova, Galleria d\u2019arte moderna), Inverno nelle Langhe (Venezia, coll. Cassa di risparmio). Due dipinti dello stesso anno, Paesaggio ligure e Paesaggio delle Langhe (1938, Savona, Museo del Santuario di Nostra Signora della Misericordia), furono esposti in occasione della Mostra nazionale del paesaggio italiano I premio Bergamo (1939), mentre Il pittore A. Brilla (1938, coll. priv.), esposto l\u2019anno dopo alla XXII Biennale di Venezia con Bambini in classe (Torino, Galleria d\u2019arte moderna), veniva ad arricchire la galleria di ritratti di persone singolari e amici pittori (Carlo Leone Gallo, 1954) composta negli anni dall\u2019artista.<br \/> Richiamato alle armi e congedato per problemi di salute, nel 1941 riprese l\u2019attivit\u00e0 espositiva. Dopo la distruzione dello studio a causa dei bombardamenti, nel 1943-46 si trasfer\u00ec a Como dove tenne due personali (Broletto, 1943; galleria Como, 1944) e dipinse per la parrocchiale di Capiago grandi quadri sul tema della Passione nonch\u00e9 gli affreschi Abramo e Isacco, Caino e Abele. Mentore Alfonso Gatto, nel 1945 ebbe luogo a Varese (galleria Varese) un\u2019altra sua personale poi trasferita a Milano, citt\u00e0 in cui usc\u00ec nel 1946 la prima monografia a lui dedicata a firma di Ugo Nebbia, cui segu\u00ec, nel 1950, quella di Alberto Sartoris in cui si poneva in luce la sua capacit\u00e0 di muoversi tra realt\u00e0 e fantasia attraverso eleganti semplificazioni e radi particolari realistici. Nel 1947 dipinse la Deposizione per S. Maria Annunziata a Roccaverano (Asti) e nel 1948 si stabil\u00ec a Monchiero nel Cuneese.<br \/> Nel 1963, nominato accademico di S. Luca (Autoritratto a capodanno, 1962, Roma, Accademia di S. Luca), acquist\u00f2 l\u2019oratorio dei Disciplinati a Monchiero, lo restaur\u00f2 e ne fece il proprio studio.<br \/> Tre anni dopo il Comune di Montechiaro d\u2019Acqui gli confer\u00ec la cittadinanza onoraria, allestendo una sua mostra di dipinti ispirati al paesaggio locale. Analogamente fecero i Comuni di Monchiero (1967), Savona (1971) e Torino (1979).<br \/> Insieme a Raffaele Cortina, Gambetta e altri realizz\u00f2 illustrazioni per il volume di poesie di Silvio Riolfo Marengo La colombera (1966) e nel 1967 partecip\u00f2 in palazzo Strozzi a Firenze alla collettiva Arte moderna in Italia 1915-35. Dopo l\u2019antologica allestita nei saloni della Provincia di Taranto (1954), tenne alla galleria Gian Ferrari di Milano una personale con opere dal 1917 al 1965 presentata da Mario De Micheli (1967). Lo stesso firm\u00f2 il volume Peluzzi al Santuario, che usc\u00ec nel 1970, un anno dopo l\u2019ampia donazione fatta dall\u2019artista delle proprie opere alle Opere sociali di Nostra Signora della Misericordia di Savona.<br \/> Rimasto vedovo, nel 1970 spos\u00f2 Maria Antonietta Tartaglino Oneglia a Bardonecchia, cittadina che aveva preso a frequentare dal 1949 partecipando ai raduni di pittori dell\u2019hotel Palazzo Fr\u00e9jus. Risale al 1972-73 il restauro degli affreschi con la Storia di Savona nella sala consiliare del municipio, che termin\u00f2 con l\u2019aiuto del nipote Claudio Bonichi. Dal 1975 un nuovo tema, tratto dai ricordi d\u2019infanzia, domin\u00f2 la sua pittura, i violini, trasformando la natura morta in uno spazio scenico memore di fughe metafisiche (molte opere di questo ciclo sono conservate a Monchiero, Casa-Museo Eso Peluzzi). Nello stesso anno firm\u00f2 per Garzanti la copertina del libro di Beppe Fenoglio, Una questione privata.<br \/> Mor\u00ec a Monchiero il 17 maggio 1985.<br \/> Fonti e Bibl.: U. Nebbia, E. P., Milano 1946; A. Sartoris, La pittura di E. P., Como 1950; G. Arpino, E. P. (catal.), Torino 1975; Id., Incanti e realt\u00e0 di E. P., s.l. 1977; L. Carluccio &#8211; G. Arpino, E. P. (catal., Torino), a cura di M. De Micheli, Milano 1979; E. P.: frammenti di violini (catal.), Cremona 1982; D. Piazza, La decorazione del palazzo comunale di Savona e il dibattito sulla pittura murale, in Atti e memorie della Societ\u00e0 savonese di storia patria, XXIX (1993), pp. 187-198; M. Fagiolo dell\u2019Arco, E. P., Torino 1994; S. Brizio &#8211; P. Fraire, E. P. dalle collezioni Braidesi (catal.), Bra 1998; S. Bottaro, E. P., gli affreschi del Comune di Savona, in Pigmenti. Giornale dell\u2019Associazione Renzo Aiolfi, n. speciale, Savona 2005; E. P. e il suo tempo (catal., Acqui Terme &#8211; Montechiaro d\u2019Acqui), a cura di C. Bracco &#8211; L. Zunino, Acqui Terme 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"> Francesca Franco<br \/> [da Dizionario Biografico degli Italiani &#8211; Volume 82 (2015)]<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1099","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1099"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1099\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museipeluzzibonichi.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}